Liquid Marketing & Real Time Marketing

 Un vantaggio per la forza vendita.

La visione del MARKETING oggi è diventata molto più flessibile che in passato.

Il marketing tradizionale era basato su un concetto pubblicitario che utilizzava quasi esclusivamente la radio, la televisione o la parte di cartellonista tradizionale come uniche forme di comunicazione per la vendita.

Strade, autostrade, pagine di riviste e giornali sono state tappezzate di pubblicità nazionali (fin dagli anni 50) e carosello era considerato un programma televisivo e non una semplice inserzione pubblicitaria. A quel tempo la diffusione del messaggio di vendita era vincolato su aspetti “fisici” che obbligavano le case produttrici a notevoli sforzi d’investimento pubblicitario. Fare pubblicità costava molto e solo facendola si ottenevano dei risultati di vendita. D’altra parte uno dei principi di vendita è che se non si sa che esiste un prodotto mai questo prodotto sarà venduto.

Fare pubblicità significava fare marketing, anzi era considerato il vero marketing d’impresa.

Con l’arrivo di INTERNET e in particolare con l’utilizzo dei social software le aziende si sono accorte che la pubblicità si doveva trasformare in comunicazione.

Che bella rivoluzione !

Dal dire “compralo” a dire “perché il mio prodotto può risolvere il tuo problema, per questo devi acquistarlo“, c’è di mezzo un mare di rivoluzione di pensiero che ad oggi molte aziende non hanno ancora iniziato ad affrontare.

Ecco quindi che il mondo aziendale inizia a comprendere l’importanza di sfruttare la comunicazione globale immessa nella rete a proprio beneficio commerciale.

I vantaggi sono innumerevoli tra i quale quello di pubblicare qualcosa su una pagina social risparmiando denaro nei confronti di una  campagna pubblicitaria fatta sulla stampa tradizionale. Oppure avere distribuito in tempo reale a buona parte dei propri consumatori informazioni,dati, conoscenza che in passato erano di difficile distribuzione, (vedi concetto “se non conosco non compro“).

Una democratizzazione del concetto pubblicitario anche per chi prima non se lo poteva permettere.

Nascono nuove forme di marketing operativo dove l’informazione immessa nella rete tramite il social può essere utilizzata velocemente e travasata in un altro contenitore, magari in un proprio contenitore aziendale che parla della propria azienda e dei propri prodotti.

Anche per i creativi la vita é cambiata: una volta per escogitare una campagna l’agenzia di pubblicità dava il compito ai propri creativi di pensare qualcosa di grafico che comunicasse un messaggio di vendita.

Dopo brainstorming infiniti con prove e riprove gettate al vento finalmente si arrivava alla creazione di un qualcosa di STATICO. In molti casi il contenuto di questo qualcosa era border line, arrivando sul confine di certe infiltrazioni a carattere subliminale che avevano una contaminazione comportamentale nel consumatore finale, (cosa ancora oggi vietata). Oggi questo tipo di approccio è chiamato NEUROBRANDING, oramai pratica sdoganata dalle major internazionali almeno in buona parte.

L’agenzia di comunicazione, (oggi si chiama così e non come una volta agenzia di pubblicità), deve con i suoi creativi cogliere quello che viene immesso nel contenitore della rete e da li partire per impostare una campagna di comunicazione di vendita. Quindi guardare quello che avviene nel mondo e su quello costruire la comunicazione.

Costruire un messaggio che si integri con la realtà delle cose e che non faccia realtà a se stante.

Guardate cosa è accaduto con i casi BARILLA e CERES dove l’utilizzo di campagne di REAL TIME MARKETING abbinate ad un confronto diretto con i consumatori hanno fatto scuola con grande successo. Tra le altre cose BARILLA utilizza molto la metodologia del Real Time Marketing, anche quando deve fare degli interventi di comunicazione per sanare situazioni sfuggite dal controllo della direzione marketing.

Ricordate per esempio il caso seguito alle polemiche per le dichiarazioni rilasciate da Guido Barilla durante la trasmissione radiofonica “La Zanzara”. Fu un autogol e fu un classico esempio di come si è potuto fare del Real Time Marketing anche da un errore di comunicazione fatto da una persona molto importante leader di una azienda conosciuta in tutto il mondo.  Un errore subito sfruttato dai concorrenti, (vedi Buitoni), che utilizzò lo slogan “Da noi c’è posto per tutti” con il quale ha di fatto creato uno slogan di Real Time Marketing.

Su questo argomento ci fu una levata di scudi di premi Nobel e cantanti e di innumerevoli persone famose. Chiaramente non voglio entrare nel merito del “contenuto”, non è la sede appropriata, mi limito solo a citare il caso come logica di:

evento=azione=reazione.

Anche il riconoscimento dell’errore fatto a suo tempo è stato subito “creato” in quest’ottica, generato su un onda d’effetto di brevissimo tempo come un ONDA MARINA nata piccola diventa enorme.

Altri esempi significativi li trovare a questo link.

Deve essere chiaro che questo tipo di approcio comunicativo si basa su due concetti vincenti:

  • Velocità di reazione alla notizia prima che lo faccia un concorrente
  • Capacità di diffusione della comunicazione in ottica di real time marketing in modo più ampio possibile e più veloce possibile (utilizzo dei social)

Ecco perché i CREATIVI non possono essere più solo creativi ma devono essere anche esperti di Social Comunication, (magari anche un pò stregoni), e devono avere una certa indipendenza dalla parte della direzione vendita. Nuove figure professionali, nuove impronte generazionali per vecchi e nuovi mercati generazionali.

In passato abbiamo sempre avuto a che fare con chi si occupava di marketing in simbiosi o sovrapposizione alla direzione commerciale. Quante volte sui biglietti da visita ci siamo trovati la dicitura “Direttore commerciale/Marketing“.

Era la stessa persona ! Aiutooooo.

Ma poi questo Marketing cosa era?. Cosa faceva in azienda il responsabile Marketing?, (bella domanda direte voi).

Molte direzioni aziendali hanno associato alla parola Marketing solo qualcosa di commerciale, rilegando il tutto ad un qualcosa di scarsa importanza, magari legato alla sola esigenza di fare della pubblicità o avere la pubblicazione di un opuscolo o brochure. 

Senza contare la contaminazione nell’area grafica propria della casistica legata all’imballaggio (o imballo).

In verità il Direttore commerciale di un’azienda non ha mai il tempo di occuparsi di Marketing, questo perché lui deve pensare alle strategie di vendita in un mercato che è già stato preparato da altre persone, un mercato che è già pronto per recepire le offerte della Direzione commerciale.

Il direttore commerciale deve VENDERE e non deve fare il MARKETING!

Questo non significa che il Direttore commerciale non debba interagire con il Direttore Marketing e con i consumatori finali.

Il direttore commerciale si scontra sempre più con Liquid & Linked Marketing che opera in un Liquid Market.

Avere una visione di Liquid Marketing, magari studiata ad hoc sulla PMI italiana può diventare un fattore vincente. Molte PMI non hanno ancora affrontato questo aspetto della comunicazione  e non hanno inglobato nel loro DNA produttivo questo tipo di contenuti lasciando parte della propria vita lavorativa a vuota e senza un beneficio del proprio business d’impresa.

Sappiamo bene che per ottenere dei risultati validi ci vogliono le “persone” giuste e forse quelle scarseggiano ancora in un mercato come il nostro e il Vostro, ma si sa che le persone giuste si possono sempre FORMARE.

Speranzoso di aver portato un pensiero utile alla causa rimango a disposizione per gli opportuni approfondimenti.

Leggi dal mio Blog

Arance e i melograni nel Marketing moderno?

Direte: “ma che razza di domanda è questa ?“.

Solo frutti di stagione ?

In effetti potrebbe sembrare fuori luogo, apparentemente una provocazione da ortolano o fruttivendolo, (ma esistono ancora poi ….?). Lasciamoli li per ora ci serviranno dopo.

Ogni tanto mi viene chiesto di scrivere qualche breve spunto di riflessione sul mondo CRM e ogni volta mi chiedo  se effettivamente lo “scrivere” può essere cosa utile e saggia. Anche questa volte stesse domande :-(.

  • Utile perché l’acronimo CRM in questi ultimi anni ha letteralmente abusato della nostra pazienza di consumatori di beni e servizi, ma non ha scherzato anche tra gli operatori di settore. Si potrebbe usare un francescismo per indicare al meglio la sensazione provata ma evito di esternare, (i francesi sono sensibili).
  • Saggia perché si rischia sempre di passare per il “saputello di turno” che dice “te lo dico io come deve essere un CRM..”, pratica che attraverso i social è diventata un abitudine molto invasiva e dannatamente noiosa. Oppure i famosi 5,8, 10 fattori che fanno un CRM vincente, (la contabilizzazione del successo FATTA A NUMERI NON LA SOPPORTO E LA CONSIDERO FORVIANTE E SUPERFICIALE).

Quindi scordatevi di avere da me delle indicazioni su come deve essere il CRM perfetto e il più giusto, piuttosto la tortura (dicevo per scherzare sulle torture please …)

L’acronimo CRM oggi è utilizzato in modo improprio e puramente in modalità pleonastica, in molti casi solo per riempirsi la bocca senza dare un valore al reale contenuto o a fatti reali che lo regolano

Oggi profilare il CLIENTE nei propri sistemi significa sempre più interagire con lui, creando spazi di ascolto dedicati dove il cliente può condividere il suo contenuto informativo e di conoscenza. Quali contenuti e avere poi qualcosa di utile per la comunità da condividere è cosa assai più ardua ma di questo ora non ne parlerò.

Sono convinto che non esista un prodotto software che rispecchi  canoni standardizzati di un “CRM”, (sempre se di canoni funzionali si possa parlare)

Esiste invece una filosofia d’approccio comportamentale che l’azienda può VOLERE seguire ed attuare nei confronti del mercato e della sua velocità di cambiamento.

Una filosofia che rispecchia e rispetta in misura più o meno considerevole l’esigenza di raccogliere quello che il cliente “dice”, con metodi, strumenti e sistemi che possono sfruttare i vari contenitori SOCIAL. Questo è sicuramente uno degli elementi che possono alimentare il sistema CRM.

Sia chiaro che stiamo parlando sia di “applausi” che dei “dolori di pancia“.

Ma si può VENDERE grazie al CRM?

Indispensabile è fare chiarezza sul significato del “vendere” grazie al CRM e del significato di trasformare una vendita in un sistema di relazione che continui nel tempo finalizzando il cliente tracciando gli eventi che possono scaturire allo scopo di creare delle nuove opportunità di vendita che possano garantire continuità di fatturato

OPPS ! Mamma mia che casino sembra un concetto di fisica applicata (sarà l’influsso delle onde gravitazionali)

Forse meglio scorporare un po il tutto, giusto per chiarirci le idee.

(1) Indispensabile è fare chiarezza sul significato del “vendere” grazie al CRM Deve essere chiara una cosa: si ha bisogno di un sistema di vendita migliore perché non si vende abbastanza. Quindi se non si possiede un CRM ma si vende tanto e non se ne vuole di più, se si torna a casa nauseati delle vendite fatte durante il giorno, se non si sa più come fare per far fronte alle vendite penso che se questo accade senza alcun CRM avete trovato un tesoro ma non ditelo a nessuno, tenetelo stretto e non fatevelo rubare. Altro che condivisione 🙂 godetevi la fortuna …!

(2) Trasformare una vendita in un sistema di relazione che continui nel tempo finalizzando il cliente: L’amico CLIENTE o il nemico CLIENTE? Perché di questo si tratta. Per essere in relazione con qualcuno dobbiamo avere un legame che ci lega con lui. Quindi possiamo solo costruirne uno di tipo positivo o di tipo negativo. Ci bevo una birra o ci bisticcio ? Mi interesso a LUI e a quello che gli sta attorno oppure mi faccio i cavoli miei basta che compra e paga?. Insomma decidiamoci, in ogni caso che sia una RELAZIONE.

(3) Tracciando gli eventi che possono scaturire: Che faccio mi tengo tutto scritto nella mia memoria umana, (cavoli ma quanto pesce devo mangiare)?. Al massimo metto tutto nella mia casella di posta, si li c’è spazio. In caso non ce la facessi al massimo cambio PC, ma poi oggi c’è il Cloud che problema c’è?. Ma no dai mi tengo la mia agenda oppure lo smartphone tanto oramai sa fare tutto lo dice anche la pubblicità. O forse no …!!?? Amleto, Amleto dove sei …??!.

(4) Scaturire allo scopo di creare delle nuove opportunità di vendita: Vendere a qualcuno per fare in modo che lui venda per me. Lo conoscete come il metodo altamente tecnologico ed innovativo, nuovissimo denominato “PASSA PAROLA”. In fondo tutti noi quando andiamo in un ristorante ci andiamo solo perché qualcuno, (un amico, un parente, un conoscente che ha con noi una relazione), ha detto che “li si mangia bene, provalo“. Ahhh si dimenticavo, non ci andiamo anche quando qualcuno dice “guarda lascia stare, non ci andare è uno schifo“. Si ma perché è uno schifo ??.Insomma se si mangia bene ci voglio andare pure io. Creare la REFERENZA e veicolarla potrebbe anche funzionare. Ma poi questi ristoranti ce l’hanno il CRM? Mi sa proprio di no, per loro il cliente è meglio che cambi in continuazione.

(5) Possano garantire continuità di fatturato: Alla pensione non ci arriverò mai! Oppure in qualche modo ci devo arrivare e quindi devo garantirmi un po di continuità anche se in questo mondo strano dove quando il petrolio sale è un problema e quando il petrolio scende esiste sempre lo stesso problema, tutto sembra un po strano e assurdo e difficile da comprendere. Oppure in questo mondo che i sacrifici bisogna farli …… fare agli altri!. Oggi e forse anche domani si farà fatica a capire il significato della parola “continuità”. Comunque continuità a volte significa avere un piano B, o un bel piano C, un D, e chi ne ha più ne metta.

Che dite ? Per oggi mi sembra tanto, non voglio annoiare o esagerare in fondo i social sono pieni di contenuti che passano veloci e che non si soffermano mai nei nostri pensieri tutti voglio apparire e pochi vogliono contribuire……..!

Se non vi ho annoiato state con me per la prossima puntata! Ci sarete ..??! Fatemelo sapere se no taccio per sempre 🙂 e torno allo studio delle onde gravitazionali, (scherzo …).

Nota: Se al contrario ho annoiato significa che avete già un ottimo CRM e che avete nausea della vendita e questo post non fa per voi, magari per un vostro amico si però.

  • PS: Per favore non mi dite la tipica frase “ …e ma noi siamo diversi…..” non la sopporto e non fa relazione e oltre ad non essere social e totalmente inutile e noiosa.

….alla prossima PUNTATA…!

Giovanni

Alla conquista del tesoro, grazie all’Inbound Marketing

Questa è la storia di tutte le aziende che vogliono cercare e trovare un nuovo modo di entrare in contatto con i propri clienti, ascoltarli e aiutarli davvero in modo concreto: l’Inbound Marketing è la strada giusta per riscoprire le persone, che spesso vengono dimenticate e nascoste dietro l’etichetta “consumatori”, recuperando così il vero tesoro per ogni azienda.

Fare inbound significa anche riscoprire le proprie risorse umane

Carissimi, ebbene si devo, posso, voglio, desiderio, parlarvi dellʼisola del tesoro. “Di cosa?”, sento già la Vostra esclamazione “impertinente questo Giovanni vuole parlarci dellʼisola del tesoro in un articolo dove si dovrebbe parlare di tecniche di Inbound marketing?“.

Coraggio, vediamo quanto siete bravi a raccontarmi come avete cambiato la Vostra azienda, come avete modificato la comunicazione, come avete cambiato il futuro della vostra realtà di business passando dal concetto e la messa in opera del inbound marketing.

C’era una volta il Marketing

Raccontatemi di quel giorno che tutto è iniziato, uno due tre anni fa?. Quando ?

Vi ricordate la data esatta, era estate inverno, quando è accaduto?.
Fatemi indovinare: vi siete svegliati una mattina e in preda ad unʼilluminazione celestiale fatta a forma di “post” avete capito che era finito il tempo del auto promozione di se stessi e della proprio azienda. Vi ricordate ancora quando tutto ha avuto inizio, quando siete andati al supermercato e avete trovato il vostro prodotto sugli scafali. Fieri e contenti di vedere così tante confezioni luccicanti, belle. I Vostri prodotti così ordinati negli scafali pronti allʼassalto dei clienti in trepida attesa. In preda all’euforia del successo che sarebbe stato.

Raccontatemi di quando siete tornati il mese dopo e avete trovato ancora gli stessi scafali pieni degli stessi prodotti, come eravate contenti e felici, finalmente si iniziavano a vedere i frutti del tanto lavoro fatto di anni e anni di ricerca (mmmmm).

Già perché solo voi eravate riusciti a trovare a soluzione a quel famoso problema. Quale problema ? Ma si dai, quello che conosciamo e abbiamo tutti. Tutti lo conoscono, lo conosciamo benissimo!
Non è importante entrare nei dettagli del problema, ma di certo era un grosso problema e voi, solo voi eravate riusciti a produrre una soluzione per risolvere quel problema.

Raccontatemi di quando siete tornati nel supermercato il terzo, il quarto, il quinto e il dodicesimo mese trovando sempre gli scafali pieni dei vostri prodotti e mai vuoti. In effetti mi sarebbe piaciuto vedervi discutere con il “boarding” della vostra azienda sul perché alla fine quegli scafali non si svuotavano mai o se lo facevano lo facevano molto lentamente.

Non doveva essere stato un bel giorno quel giorno che avete scoperto che lʼazienda non andava bene, troppi prodotti invenduti e non pagati e quel giorno ve lo ricordate bene, vero ?. Vi ascoltiamo tutti, dai raccontatelo!. Oppure provo a immaginarmelo?

Conosci i clienti, trova il tesoro

Usciti dall’uffcio stanchi e demoralizzati, avete sentito il bisogno di camminare sotto la pioggia senza l’ombrello (già, perché in certi fatidici giorni piove sempre, chissà come mai). Raccontatemi di quella mattina dopo la fa- mosa camminata, quando siete entrati in ufficio e avete chiesto ai vostri collaboratori: “Ma possibile che il nostro fantastico prodotto non sia stato acquistato da nessuno in questa città? Eppure risolve quell’annoso problema… Come mai non vendiamo?”. È stato a quel punto che un giovane stagista, appassionato di social, ha detto: “Secondo me perché target and audience are not people”.

Dovevate vedere la vostra faccia, (risata, risata), la pressione doveva avere toccato un livello talmente elevato che potevate cuocere un uovo solo guardandolo. “ehi ragazzino cosa vuoi dire ?”, era stata la vostra prima esclamazione. E lui, cosa disse ? Ahh si aspettate “..lʼincapacità di conoscere le persone come clienti per quello che sono e non per quello che rappresentano non ci permette di vedere veramente, sentire, capire quello che realmente hanno bisogno. Così facendo continuiamo a produrre e cercare di vendergli solo quello che pensiamo possano aver bisogno senza averlo realmente ma cosa importante e negativa NON GLI STIAMO AIUTANDO!”. Forse non era proprio questa la frase ma ci assomigliava non poco. Ora la ricordate bene scommetto. Raccontatemi di come, dopo aver ascoltato lʼimpertinenza giovanile, vi siete seduti e lentamente avete detto a quel piccolo sprovveduto,:

Hei tu che ne sai ? Solo per il fatto che passi il tuo tempo libero sui social non significa che ne capisci di marketing anzi sei qui per imparare non certo per insegnare”. Avevate fatto giustizia, ripristinato gli equilibri finalmente un po’ di chiarezza, (o no ?).

In quel momento il grande freddo era calato su tutto il team e gli scafali continuavano ad essere pieni, ora pure il mondo dei social con i ragazzini dovevate stare a sentire roba da matti.
Però quella frase vi aveva dato fastidio, vero ? Alla sera di ritorno a casa (sotto la pioggia e tè pareva ancora acqua ma si sa che piove sempre sul bagnato), le prime domande si stavano svegliando dal letargo.

  • Ma veramente i miei Clienti hanno e sentono la necessità di risolvere quel famoso problema ?
  • Eppure abbiamo installato un ottimo CRM per tenere traccia delle vendite e controllare il processo di vendita, tutto questo avrebbe dovuto aiutare, no?

Raccontateci di come avete passato quei giorni in cui avete iniziato a dubitare del “sapere” sul cosa volevano realmente i vostri clienti-consumatori. Cosa mangiavate in quei giorni?. Dormivate bene? Faceva caldo o freddo?. Eppure era tutto corretto, ma ricapitoliamo forse è meglio:

  1. Il marketing faceva pubblicità,
  2. Il marketing mandava newsletter a gogo
  3. Il marketing/commerciale aveva installato un potente CRM (costoso e tra i migliori che deriva dalla migliore esperienza internazionale.

Prima di vendere, aiuta

Quindi cosa non andava? Un giorno, finalmente, avete deciso di tornare al supermercato. Giunti allo scaffale, vi siete fermati davanti ai vostri prodotti, guardandoli tristemente come a voler parlare con loro.

Perchè!?.

Tutt’a un tratto si è avvicinata una vecchietta che stava facendo la spesa: l’avevate incontrata spesso al supermercato, era una cliente abituale, e molte volte l’avevate vista parlare con altri clienti. La sua domanda era scontata, frutto della sua esperienza di vita: “Salve se vuole posso aiutarla nella scelta se è indeciso, che tipo di problema ha ? La vedo in difficoltà nella scelta“.

In quel momento la vostra prima reazione è stata quella di presentarsi, “ma come si permette questa vecchietta? Non sa chi sono io?”. Poi ripensandoci dalle vostre labbra è uscito un timido, “Vuole aiutarmi ? Grazie accetto il suo aiuto”, (inizialmente un po’ a modo di sfida e provocazione o forse solo curiosità di sapere o forse solo per cortesia in fondo poteva essere vostra madre.

Mi chiamo Candida, e ho visto che era fermo a guardare gli scafali di questi prodotti e ho pensato che fosse in difficoltà e così se posso essere utile con la mia esperienza sono a sua disposizione ”.

Una frase detta immersa in un grande sorriso che vi fece provare una bella sensazione di tranquillità, quasi come se avevate trovato un nuovo punto di riferimento.

Fu in questo modo che Candida iniziò a parlarvi del come si poteva risolvere il vostro problema senza comprare quel prodotto, pure essendo un ottimo prodotto riusciva solo in parte a risolvere il problema, quel prodotto non bastava da solo. Passarono almeno 40 minuti dopo i quali Candida e Voi alla fine eravate diventati anche amici, ricordate? Avete anche scherzato con Lei. Durante la conversazione avete chiesto a Candida , “mi può aiutare a capire quale potrebbe essere la soluzione giusta al mio problema ?”, ve lo ricordate vero ?.

Candida sorridendo disse, “Certo che posso, sono felice di aiutarla cosi la scelta soddisferà al meglio il suo bisogno, la sua necessità”. Alla fine il risultato è stato che quel giorno siete usciti acquistando il prodotto della concorrenza, impensabile ma lo avevate acquistato proprio VOI che siete il BOSS

Candida vi aveva dato ottime ragioni per farlo e vi aveva AIUTATO a dare una risposta concreta alla Vostra esigenza.
Ricordate come siete corsi in azienda. Avevate capito TUTTO. Ricordate come siete entrati in azienda chiamando tutti per nome (urlavate), tutti a rapporto nella sala riunioni.

 

Tutti seduti sulla sedie mentre voi, con meraviglia e incredulità di tutti, vi siete seduti per terra.

Silenzio, Silenzio, Silenzio …. tutti aspettavano le vostre parole.
Vi ricordate poi come dopo 5 minuti di interminabili silenzi e sguardi incrociati vi siete alzati e siete andati alla lavagna scrivendo queste parole:

FEEL IT ° LIVE IT  ° BREATHE IT ° BE IT  = HELP IT

Ecco quel giorno, è stato memorabile, avevate dato la svolta al futuro della vostra azienda. Avevate trasformato il concetto del marketing che interrompe nel marketing che aiuta.
Il marketing che crea il consenso, il marketing che sapeva ascoltare e dare una direzione alla soluzione dei problemi dei propri clienti, il marketing che sapeva deliziare dopo lʼacquisto del prodotto. Se Candida Vi aveva aiutato e influenzato per l’acquisto del prodotto/soluzione allora dovevate fare la stessa cosa con i vostri clienti. Basta scafali pieni e prodotti invenduti.

Il lieto fine: un nuovo marketing

Era così nato il nuovo marketing aziendale basato su blogs, podcasts, wiki e anche livecasts dove le persone della Vostra azienda aiutavano e davano una direzione alle scelte dei consumatori che erano desiderosi di essere aiutati, seguiti, considerati, aiutati e forse anche un po’ più amati.

I Clienti cercano sempre più nella rete quello che hanno bisogno, cosa cercano? Soluzioni ai proprio problemi e se trovano una “Candida” capace di aiutare la ascoltano, la seguono, e se sono contenti si trasformano loro stessi in una nuova Candida. Lʼacquisto del prodotto arriva dopo lʼaiuto dato al consumatore vostro cliente o quello che non lo è ancora diventato.

Da quel giorno parole come “momento zero della verità”, modello di vendita ZMOT, i 4 passi da fare per evitare la pioggia, (attira, converti,chiudi e delizia), sono diventati pane quotidiano e finalmente gli scafali sono andati svuotandosi in modo veloce e la vostra azienda da quel momento era diventata “felice e contenta”.

Quanti nuovi strumenti da utilizzare, vi ricordate? Quanti ricordi, vero? Quante persone nuove conosciute che vitalità portata in azienda!. Un profumo di futuro e di continuità, tutto molto emozionante che ha dato nuovo impulso a tutta lʼazienda. Che bei ricordi trasformati in realtà produttive che continuano ancora più forti oggi.

Allora chi di voi ci vuole raccontare tutto questo ? Voglio sentire la vostra storia, voglio che mi raccontiate le vostre emozioni provate su quello che avete fatto, voglio sentire dalle vostre parole la felicità di una rinascita del proprio business per tutto questo che avete fatto dopo avete incontrato la vostra Candida.

Siete pronti ? Chi inizia ?
Perché voi tutti avete fatto tutto questo, vero ???? VERO!!??

Se avete fatto tutto questo avete trovato la vostra isola del tesoro, bravi complimenti, se non lʼavete ancora fatto affrettatevi le isole stanno per finire erano sul 3° scafale, secondo corridoio a destra ma oramai sono quasi finite ma se cercate bene e state attenti anche voi forse potrete trovare una “giovane” vecchietta che …….

PS: Dedicato a Candida che mi ha insegno che prima di vendere devi aiutare, un grazie a volte vale più di 1000 newsletter.

Come sempre saranno preziosi, unici, importanti le vostre condivisioni e i vostri commenti .

Un caro saluto

Quando il Brand diventa etico, parliamo di “umanesimo del business”

Ho letto il bellissimo pezzo di Ryan Stelzer (leggilo) che mi è stato segnalato dalla cara amica Rachele (una delle più famose influencer) che ringrazio come sempre per gli stimoli emozionali e per i preziosi contenuti che ci regala ogni giorno, e ho deciso di scrivere questo post che spero tutti voi vorrete condividere nel contenuto, nella forma e nell’idea.

Conosco la storia di Cucinelli da tempo, lo seguo e lo ammiro per quello che “è” e per quello che fa, ma più che altro lo considero un mecenate dell’umanesimo moderno. Nulla dico sui suoi prodotti e sul BRAND che gestisce e controlla perché questo POST non è dedicato a questo.

Ma allora a cosa e a chi lo dedichiamo ?

Brunello Cucinelli fa parte di quella classe di uomini, che hanno fatto e continuano a fare quotidianamente la storia passata, presente e futura della nostra Italia, (molto più di molti politici inconcludenti mi viene voglia di aggiungere). La storia nel mondo è fatta anche da loro, e con questo non voglio essere essere tacciato di banalità perché il riconoscimento al valore delle persone e a quello che creano, quello che portano al nostro vivere assieme e tutto questo non è mai cosa banale. Vi prego di considerarlo come un dovere di ognuno di noi, anche se fatto con un modesto pulse come il mio.

Perchè questo pulse allora ?

Il motivo è semplice, uomini come Brunello o come Cristoforo Benigno Crespi (guarda cosa ha fatto), sono ancora oggi fonte di ispirazione della nostra umanità, della nostra etica comportamentale, di tutto quello che ci allontana dalla banalità e costruisce qualcosa di speciale, di unico, di prezioso da consegnare a tutti noi.

Abbiamo bisogno di loro, ma abbiamo bisogno anche di TE

Parliamo di modelli comportamentali che alla fine sono veri e propri modelli sociali dove il DARE, FORMARE, MIGLIORARE le persone si sposano con le logiche di mercato del business, permettendo la  “giusta” sopravvivenza in simbiosi con la generazione del reddito d’impresa.

Esempi da seguire ?

Troppo semplice dirlo, di sicuro fonti di ispirazione continua per chi vuole DARE e CAMBIARE e quindi FARE. Ogni periodo storico ha i propri modelli comportamentali e sociali, diversi ed immersi nel tempo e nei nostri spazi esistenziali.

Questo significa che questi modelli possano prendere spunto da filosofie di vita (in questo caso industriali), migliorandone gli aspetti di vita quotidiana, regalandoci sogni prima e realtà poi che diventano i nostri pezzi di vita migliori.

Alla fine costruiscono un mondo diverso, e molto probabilmente anche migliore di quello che diffusamente siamo abituati a vivere nella più diffusa delle quotidianità.

I problemi esistono per essere eliminati non per essere ignorati

Oggi le città-lavoro potrebbero rappresentare la nuova forma di umanesimo moderno, dove la crescita, la cultura della e nella persona alla fine produce più reddito di quello che non farebbe un sistema basato sull’ignoranza e sulla scarsa qualità della vita.

Anche la stessa Apple con i nuovi concetti di “factory bulding” ha iniziato a investire in questo settore e sviluppare questi nuovi concetti di vita lvorativa. Chissà se i nostri amici di Apple hanno preso ispirazione anche dai nostri amici italici, io sono sicuro di si.

Quindi un pulse per onorare e riconoscere il valore di questi uomini che tanto “danno” a ciò che oggi chiamiamo indiscriminatamente mondo ma che alla fine possiamo tranquillamente chiamare il “nostro mondo”, in fondo loro fanno questo per noi e noi alla fine dobbiamo riconoscerlo siamo fieri di quello che fanno, non ci resta che imitarli.

Grazie per l’attenzione e come sempre aspetto i vostri commenti